venerdì 4 marzo 2016 - 00:37

Ulisse e le Sirene

o della tentazione

Posso resistere a tutto, ma non alla tentazione. Oscar Wilde



L'aforisma di Oscar Wilde sintetizza bene la simbologia delle Sirene, le figure mitologiche che il mondo greco associa non solo a Odisseo, lo scaltro "navigatore del mondo" , ma anche a Orfeo e Giasone.
Abbiamo letto il testo omerico, abbiamo iniziato a imparare a costruire una mappa mentale con la app Mindomo.
(A proposito: avete già individuato anche la funzionalità crea relazioni tra i nodi?)
Per arricchirla andiamo ora a scoprire qualcosa di più di queste creature tra il divino e il ferino, il mostruoso, attraverso la lettura di questa interessante  intervista a Silvia Ronchey, dove si parla del timore che l'uomo ha sempre avvertito nei confronti della "fascinazione" esercitata dalla complessa  natura femminile.
Per l'uomo greco la società era comprensibile in quanto "ordinata", attraverso ruoli ben definiti e delimitati: l'uomo aveva il compito della guerra e di reggere la polis, la donna doveva "conservare il fuoco" della casa, in senso letterale, come fondamento della oikonomía, emetaforico, mantenere la purezza del sangue. Il modello di questa donna sono per sempre le figure mitiche di Penelope, la regina-moglie, che fila e aspetta, di  Arete, la regina-madre (il cui nome significa Virtù, non a caso...) e di Nausicaa, la sua figlia vergine. (Prima di loro le donne di Troia, soprattutto Andromaca ed Ecuba, ma ora non allarghiamo il discorso su altri territori...)
Anche nella società degli dei, sull'Olimpo, ci sono ruoli ben definiti: la dea di questo, la dea di quello...
Ma le dee e così pure  le donne non sono tutte tranquillamente propense a stare nel ruolo deciso per loro dall'uomo o dal dio.  Esistono  donne  autonome. Isolate dalla società, magari, ma  determinate a restare libere.
Di queste donne troviamo il modello nelle dee compagne di Ulisse durante il suo lungo nostos, il viaggio di ritorno: Calipso, la "nascosta", Circe, la maga, e le Sirene ammaliatrici.
Che fanno le Sirene? Cantano. Per questo in(-)cantano. Leggiamo cosa dice il dizionario
Incantare significa far perdere la volontà, ammaliare, manipolare. Le Sirene rappresentano un potere che l'uomo non controlla, un richiamo che gli fa perdere la testa (cioè la capacità di pensare, di dedicarsi alle cose "serie" e legittime). Ma Ulisse non perde la sua ragione con nessuna delle "tentazioni" che si concede. Come mai? perché è "polytropos", come dice Omero, perché possiede la mètis,  cioè quel particolare tipo di intelligenza, molto pratica, quella furbizia che ti fa capire esattamente cosa fare al momento giusto. Il sapersela cavare sempre. E' il nostro "impara l'arte e mettila da parte".
Proprio per questo sua carattere Ulisse può essere trattato da pari da Calipso e da Circe, la prima delle quali gli offre l'immortalità, l'altra che arriva a fare un figlio un con lui senza chiedergli mai di scegliere tra lei e la famiglia legittima e che lo avvisa del pericolodelle sirene dandogli anche il consiglio che poi Ulisse metterà in pratica.
Dunque Ulisse è quello che riesce perfino a godersi le tentazioni senza perdere la ragione.
Ma Ulisse è anche il curioso, l'antesignano del cercatore di conoscenza. Allora le sirene possono alludere anche alla "febbre" di sapere, quella ambizione che può portare a dimenticare i doveri sociali e civili per tener dietro al desiderio di andare, esplorare, ripartire. Di questo  particolare aspetto della seduzione dell'intelletto parleremo più diffusamente il prossimo anno, quando ritroveremo Ulisse nell'Inferno di Dante...
Torniamo al testo dell'intervista:  è ricco di molteplici altri elementi, perciò rileggetelo con attenzione.
Abbiamo visto come anche il cinema  abbia le sue "sirene": Jessica Rabbit  e il suo modello, Rita Hayworth...
Ma... Come si sarà arrivati dalle Sirene maliarde "cattive" alla Sirenetta della fiaba (quella di Andersen e quella di Disney, che,  ormai lo sappiamo, non sono la stessa cosa)?

Ecco dunque il vostro compito:  arricchire la Mindomo Map che avete iniziato e pubblicare nei commenti o scrivere sul quaderno le vostre riflessioni.

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mercoledì 5 dicembre 2012 - 17:39

Demetra e Persefone (o Cerere e Proserpina che dir si voglia)

La terra, le messi e l'alternanza delle stagioni

Demetra è, come dice il nome, Meter, la madre. La Grande Madre. La prima Dea, come potete leggere su Wikipedia
E aveva una figlia, Persefone. Che fu rapita da quel brutto zoticone di Ade. Che non poteva che essere brutto, zoticone e cattivo, abitando nell'Ade, l'oltretomba. E ci credo che nessuna ragazza ci volesse andare a vivere con lui!! Ve l'immaginate la scena?
Ade: Persefone, sei così bella, ci verresti a vivere con me nel mio regno? Avresti una villa sul fiume Stige e un bel cagnone a tre teste a fare la guardia....
Persefone: fossi scema, neanche per tutto l'oro del mondo ci vengo nell'oltretomba!
e quello che fa? Non sopporta il rifiuto e la rapisce!
Siccome non c'era Chi l'ha visto Demetra va a cercarla in giro per il mondo, e il suo dolore cresce ad ogni Paese in cui la cerca e non la trova, come avete letto sul vostro libro.
Un'altra versione la trovate qui e  anche  qui
Compito per tutti, eseguibile preferibilmente a piccoli gruppi: esploriamo il web alla ricerca della simbologia del mito:
"cosa" è Demetra?
"cosa" è Persefone?
"cosa" è Ade?
Scriviamo poi un piccolo testo per raccontare cosa abbiamo capito.
La scultura in alto è di un grande artista italiano, Gian Lorenzo Bernini. Vi piace? Cerchiamo nel web anche come altri artisti hanno rappresentato questo mito.
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venerdì 23 novembre 2012 - 21:49

Il diluvio nell'arte

Oggi abbiamo visto come il mito del diluvio è stato raffigurato con i linguaggi dell'arte lungo i secoli: dai mosaici e dai capitelli medievali fino al 1600.

A questo punto possiamo già fermarci a fare qualche riflessione personale:

  • perché miti elaborati da popoli diversi hanno così tanto in comune?
  • e perché l'arte sceglie il mito come soggetto?
  • a te quale versione del mito è piaciuta di più,  e perché?
  • A te quale immagine è piaciuta di più, perché?

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Cliccando sul titolo di questo  post e poi  in basso a destra, in fondo alla colonna, trovi il pdf della lezione di oggi: scaricalo e usalo per studiare.

 

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Descrizione del blog:

Il Miticoblog è dal 2006 l blog delle classi Prime che ho avuto nella Scuola Media di San Giovanni Teatino, Chieti.

 Esso è nato per seguire il filo delle antiche  storie lungo le strade del tempo e delle culture.

Per i più curiosi c'è anche CittadinidelMondo :non ci dispiace qualche incursione tra i più grandi 

  

  

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Approdi consigliati: 

Gilgamesh: homolaicus 

(tutto sul poema: il bellissimo sito di Thomas Porzano)

Gilgamesh, l'opera di Franco Battiato

Il cosmo secondo gli Aborigeni Australiani

Ulisse era un....vikingo!!!!??!!

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mitologia greca e latina

 

 

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